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2006 Convegno PDF Stampa E-mail
Convegno 2006

Chi ha diritto all’apprendimento?

Chi ha diritto all'apprendimento? COFIR

3° CONVEGNO INTERNAZIONALE di COFIR
CHI HA DIRITTO ALL'APPRENDIMENTO?
AREZZO, 27 – 28 OTTOBRE 2006

Borsa Merci – Piazza Risorgimento 23, Arezzo

 


Circoli di Studio
Relatore speciale ONU sul diritto all'educazione, sintetizza in questa intervista la situazione dell'educazione nel mondo. Centoquaranta milioni di bambini e bambine esclusi dall'istruzione, 800 milioni di adulti cui è negato l'accesso all'educazione: si può dire che i due concetti che riflettono la situazione mondiale siano quelli di discriminazione ed esclusione. Molti governi si rifiutano di dare le necessarie risorse al sistema educativo, la formazione degli educatori è carente, soprattutto quando si parla di un sistema basato sui diritti umani: insomma l'istruzione nel mondo è caratterizzata da gravi inadeguatezze sia nell'accesso che nella qualità. Il Professor Muñoz è stato ospite ad Arezzo in occasione del Convegno internazionale sul diritto all'apprendimento, organizzato da Cofir.
   
E' professore all'Università di Rio de Janeiro, ricercatore del Laboratorio di Politiche Pubbliche e coordinatore dell'Osservatorio Latinoamericano sulle Politiche Educative. Ospite ad Arezzo in occasione del Convegno internazionale sul diritto all'apprendimento, organizzato da Cofir, il prof. Gentili ha esposto una relazione dal titolo allusivo: Chiedere la luna. L'educazione al bivio: merce o diritto? In questa intervista espone alcune delle sue acute osservazioni sul diritto all'apprendimento, sull'ingerenza delle politiche neoliberali nel campo dell'educazione e sulla falsificazione del consenso attraverso cui i governi tentano di omogeneizzare culture e ideologie. Lottare contro questo falso consenso rappresenta una priorità per l'impostazione della democrazia nei nostri Paesi.
 
Presidente nazionale di Cofir, fa il punto sull'educazione in Italia. Nel mondo ci sono più di ottocento milioni di analfabeti, ma la sensazione generale è che ciò non riguardi l'Italia. In realtà, a parte il problema di diverse centinaia di migliaia di persone che non sanno leggere e scrivere, il nostro Paese deve affrontare l'emergenza dell'analfabetismo funzionale: un tipo di analfabetismo cioè che riguarda chi, pur essendo in grado di leggere e scrivere, non è in grado di applicare queste capacità se si tratta di compilare un modulo, capire la posologia di un medicinale o leggere un grafico. Secondo le ultime indagini un terzo degli italiani, pur scolarizzato, è sotto il livello minimo. Ancora: dispersione scolastica, istruzione permanente, scarsità di risorse economiche, contenuti dei programmi, formazione degli insegnanti, riconoscimento dei crediti e delle competenze... Non dovremmo forse porci qualche domanda sul nostro sistema educativo?
 
Docente di Letteratura italiana allo Iulm di Milano, traccia una panoramica dei principali eventi che hanno caratterizzato gli anni dal 2001 al 2006 nel campo dell'educazione. Nel suo libro L' istruzione spiegata ai professori. Elogio dei saperi massificati nella scuola e nell'università, Giovannetti parte dalla constatazione che, dall'inizio del terzo millennio, in Italia c'è sempre meno interesse per i problemi dell'educazione. Gli intellettuali vedono come una minaccia la democratizzazione della scuola, credono che l'unico mondo possibile sia quello della tradizione. Non è solo la scuola ad essere in crisi, ma la cultura tutta. Dobbiamo accettare di avere a che fare con una cultura in rovina da cui è necessario ripartire coscienti che una vera ricostruzione è impossibile. Il Professor Giovannetti è stato ospite ad Arezzo in occasione del Convegno internazionale sul diritto all'apprendimento, organizzato da Cofir. 
 
 
 
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